Biblioteca Nazionale di Firenze, un salto nella memoria

Oggi vi portiamo in Toscana, in un luogo che fa parte della storia del nostro paese non solo per i tesori che custodisce, ma per un evento che negli anni ’60 ha lasciato un segno nella memoria degli Italiani.
Ci troviamo nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, a pochi passi dalle sponde del fiume Arno che il mattino del 4 novembre 1966 esondò e in poche ore invase il piano terreno e i sotterranei della Biblioteca, ricoprendo di fango testi e manoscritti antichi, giornali, quotidiani e riviste d’epoca: rimasero danneggiati, fra le varie categorie, oltre un milione di volumi.

Le fotografie che immortalano i volontari che spontaneamente si presentarono nei giorni successivi in una lunga catena umana per portare in salvo i libri passandoli di mano in mano sono ancora oggi di grande impatto.

Vennero sperimentate tecniche innovative per la pulitura e il restauro librario, creando una nuova metodologia operativa.

Ma cosa ha a che fare questo “pezzo di storia” con PASO?
L’impianto EVAC della Biblioteca, realizzato in collaborazione con lo Studio Tecnico Ermini di Firenze, è un progetto che comprende due tipologie di diffusori sonori dotati di certificazione EN 54-24: le colonne sonore da 100 W C7200-EN, ideali per gli ambienti riverberanti, sono caratterizzate da un design elegante e funzionale e sono state utilizzate negli ambienti principali come atrii e sale di lettura.

I proiettori sonori da 6 W C48/6-2EN, con il loro corpo bi-frontale, sono stati sfruttati al meglio nei lunghi corridoi dell’edificio storico.

La struttura dell’impianto è invece affidata al controller CR8506-V, supportata dalla potenza degli amplificatori digitali Serie PMD e gestita attraverso la postazione microfonica touchscreen TSB8500-V (tutti dotati di certificazione EN 54-16).